“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai delinquenti, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.”  (Albert Einstein)

Sappiamo valutare come poter difenderci da chi ci dovrebbe difendere? Sappiamo valutare se chi ci governa lo fa per il nostro bene oppure no? Sappiamo valutare quando i nostri diritti vengono calpestati?

Molto spesso basta usare la logica per capire che qualcosa non quadra. Come farebbe Sherlock Holmes, il noto investigatore creato da Sir Conan Doyle, è bene andare a vedere se tutti i tasselli della scena, evidenti o meno evidenti, creano un quadro coerente della scena. Solo così si trova il colpevole del crimine.

Partiamo dalle leggi. Disciplinano la condotta degli uomini per vivere nell’ordine e nella pace.

Attraverso internet si può trovare una enorme mole di dati e informazioni al riguardo, per fare chiarezza, molto di più di quanto ci venga veicolato dai mezzi di comunicazione di massa (MSM – MainStream Media). Strumenti chiave per questo compito sono il dubbio e la ricerca di elementi che aiutino ad analizzare con occhio critico ciò che sta accadendo e trarre delle conclusioni.

L’uomo si è reso conto, nel tempo che, al di fuori della piccola comunità dove tutti si conoscono e si rispettano, serviva darsi delle regole scritte. Perché? Se tutti agiscono dal cuore nessuno farà del male a qualcun altro… Se tutti hanno a disposizione il necessario per vivere ed essere felici nessuno cercherà di prevalere su un altro che ha di più… Nel caso in cui questa armonia non sia presente le leggi servono a regolamentare i rapporti.

Le leggi, essendo tante e di importanza differente, hanno una loro gerarchia che viene chiamata Gerarchia delle Fonti Giuridiche, per stabilire quali fonti siano prevalenti rispetto ad altre. Le norme più importanti prevalgono su quelle meno importanti. Le fonti subordinate non possono contenere disposizioni che contrastino con le norme di livello gerarchico superiore, né possono modificarle e tanto meno abrogarle (abrogare: sopprimere una legge).

Nel nostro ordinamento giuridico la gerarchia è la seguente:

Fonti di rango Costituzionale.

La Costituzione è la legge fondamentale dello Stato e contiene i principi sui quali si basa la Nazione. Nessuna legge di grado inferiore può essere in contrasto con la Costituzione. Sullo stesso piano e della stessa importanza sono le Leggi Costituzionali. Servono ad integrare o modificare la costituzione.

Fonti Comunitarie.

Su un gradino inferiore nella gerarchia delle fonti troviamo Regolamenti e Direttive dell’UE. I Regolamenti sono norme comuni a tutti gli Stati dell’Unione mentre le Direttive non sono immediatamente obbligatorie in quanto sono gli Stati che decidono di attuarle o meno.

Fonti di rango primario.

Le Leggi Ordinarie sono emanate dal Parlamento e hanno forza di legge. Le Leggi Sostanziali sono emanate dal Governo e si dividono in Decreti Leggi (D.L.) e Decreti Legislativi (D.Lgs). I D.L. vengono emanati al Governo in caso di necessità e urgenza e il Parlamento ha 60 giorni di tempo per convertirli in legge. Il D.Lgs. è emanato dal Governo su incarico del Parlamento e serve per regolare materie tecniche o complesse.

Sullo stesso piano sono le Leggi Regionali. Vengono create dalle singole Regioni e sono effettive solamente sul territorio di pertinenza.

Ad un livello inferiore sono i Codici. Emanati dal Governo su incarico del Parlamento. Sono leggi che regolano in maniera completa una determinata materia: Codice Civile (regola le materie come la famiglia e la proprietà), Codice di Procedura Civile (regola il processo civile che riguarda le materie del C.C.), Codice Penale (indica quali sono i reati e le pene), Codice di Procedura Penale (regola il processo penale), Codice della Navigazione (regola la navigazione via mare e aerea), Codice Stradale (regola la circolazione stradale).

Fonti di rango secondario.

I Regolamenti possono essere Statali o Locali. I Regolamenti Statali sono emanati dal Governo allo scopo di chiarire i criteri di applicazione delle leggi. I Regolamenti Locali vengono creati dagli Enti Pubblici Territoriali (il Comune e la Provincia).

Al gradino più basso della scala gerarchica ci sono le Consuetudini o gli Usi, unica fonte non scritta del nostro ordinamento. Si tratta di usi normativi che si formano spontaneamente con la ripetizione uniforme e costante di determinati comportamenti ripetuti nel tempo, nella convinzione di obbedire ad una norma giuridica obbligatoria.